CESUNA, UN PAESE IN PRIMA LINEA

Come avete letto fra i paesi dell’Altopiano uno ha in particolare sofferto le conseguenze delle grandi battaglie del 1916 e del 1918; il suo territorio, come dimostrano i vicini cimiteri militari di Magnaboschi oltre a quello italo-austriaco, intitolato al Capitano Brandi, malauguratamente distrutto in epoche più recenti, porta ancora i segni di quegli anni terribili. E’ il piccolo paese di Cesuna, situato sulle posizioni italiane di estrema difesa durante la Strafexpedition del maggio 1916 e poi attraversato anche dalla linea del fuoco nell’ultimo tentativo di sfondamento Austroungarico del giugno 1918. Il ricordo degli ultimi anni felici prima della Grande Guerra, così come l’avvicinarsi inesorabile dei combattimenti con i loro disastrosi effetti sull’ambiente, sulle cose e sulle persone, è testimoniato dalla storia di una delle realtà storiche di Cesuna, già esistente un secolo fa, l’Albergo Belvedere fin da allora gestito dalla famiglia Valente. E’ dalle vecchie pagine di un libro sconosciuto intitolato “A cavallo della morte”, il diario del Capitano Lebel Bruschelli, volontario nella Grande Guerra, che lo storico Lucio Fabi fa emergere un ricordo vivido, romantico e tragico al contempo di quei giorni dell’aprile 1916, subito prima della “Strafexpedition”. Alcune fotografie dell’epoca, altre antecedenti, accompagnano taluni dei suoi emblematici passaggi che di seguito trascriviamo (la fotografia sopra il titolo è stata concessa alla famiglia Valente dal Museo Centrale del Risorgimento).

“ ... Odore di caffè è per l'aria. Muli carichi che si fermano al comando di Battaglione per scaricare viveri che hanno portato da Asiago. Sergenti Maggiori con la borsa a tracolla, fasci di carte sotto il braccio, vanno e vengono dandosi un gran daffare. Io guardo assorto in un'apatia dolcissima e un rimpianto nel cuore. Contemplo estatico il panorama fumigante al sole, guardo Cesuna di là della Val d'Assa; Cesuna è la meta del Battaglione ...”

“Arciprete accanto a me, seduto col taccuino sulle ginocchia, scrive. Anch'egli contempla estatico il panorama incantevole, fumigante al sole avvolto in un leggero velo dorato, che a poco a poco, lentamente, si lacera, scoprendo l'orizzonte lontano dentato di montagne punteggiate d'abeti; Cesuna, la nostra prossima definitiva sosta, sparpaglia le sue casette bianche in una confusione pittorica.”

8 Aprile [1916]: “ Dopo una marcia faticosissima, sotto un sole infuocato, siamo giunti. […] La mia compagnia si accantona in una villa sul pendio erboso, digradante al paese. Dalle finestre, per un istante, osservo Monte Erio lontano. Mi sento commosso. I miei soldati dormono paglia a terra e l'odore acre di sudore già vizia l'aria. […] La mia camera è in un albergo del paese, il Belvedere, in bella posizione, di fronte alla Val d'Assa. Con me dorme il mio fedele amico Tenente Arciprete e, in un altro letto, i nostri due attendenti insieme. […] La camera è grandissima, tanto da poter comodamente contenere quattro letti. Ha una bella terrazza tutta piena di vasi di fiori, alcuni già in boccio. Dalla terrazza [del Belvedere nda] godiamo un panorama stupendo e vasi di garofani in fiore mandano tenue fragranze primaverili. Guardiamo entrambi i monti lontani svanenti fra nubi azzurrognole ma intanto Arciprete saluta con troppa sollecitudine la figlia dell'albergatore che nell'orto raccoglie insalata. E' solerte il mio ottimo compagno, perchè nelle vene gli fioriscono i vent'anni, e a vent'anni la sua vita è già tanto prossima alla fine...”

9 aprile [1916]: “Sono a “casa” [intende l'albergo Belvedere, nota 11 sul testo, nda] perchè voglio concedermi tre giorni di riposo assoluto. Mi pare un sogno! Dal piccolo terrazzino guardo i monti lontani svanenti fra la caligine azzurra, dove provai tante sofferenze e tanti giorni di emozioni forti […]

12 aprile [1916]: “Ho terminato il riposo; riprendo la vita febbrile di prima, sempre con la medesima bruciante passione: tornare lassù.”

Il Capitano Bruschelli tornerà a Cesuna dopo un corso per mitraglieri a Gallio venti giorni dopo per rivedere l'Albergo Belvedere “in circostanze tragiche, travolto e distrutto dalla furia orrenda della guerra”. Egli si salverà alla fine del conflitto mentre l'Albergo Belvedere verrà ricostruito come vedete in una fotografia recuperata in un mercatino dell'antiquariato di Roma.

nelle foto: l'Albergo e Mercerie Belvedere di Cesuna nel 1903 - succ.: dopo la ricostruzione

Le fotografie della gallery sopra, concesse da A.S.C. Fronte Sud Altopiano Sette Comuni, testimoniano i gravissimi danni inflitti durante la Grande Guerra ad alcune abitazioni simbolo nel territorio di Cesuna.