ASC FRONTE SUD E BIBLIOTECA "MARIO RIGONI STERN" - CESUNA

Dal 2017 grazie allo Staff Tecnico della ASC Fronte Sud, con Luciano Valente, Gianfranco Valente, Petronio Draghicchio, Mosé Pegoraro, Gianni Baldi, Luigi Canteri e Gianfranco Belgi, sono state recuperate tutte le installazioni fotografiche retroilluminate sinora ospitate al vicino Cinema Teatro "A. Palladio" e che ora hanno trovato una collocazione all'interno delle salette della Biblioteca. In essa viene in particolare curata una sezione foto bibliografica dedicata alla Grande Guerra la quale conta anche diverso materiale d'emeroteca raccolto dai soci della ASC Fronte Sud in questi ultimi anni. A partire dalla fine di giugno 2017 sono in programma una serie di serate a tema denominate "i giovedì della cultura" nelle quali trovano ampio anche le presentazioni di volumi specialistici circa argomenti della Grande Guerra, curate dagli autori che sovente sono a loro volta soci della stessa ASC Fronte Sud. La sezione specialistica sulla Grande Guerra si candida così ad essere un punto di riferimento per gli appassionati e gli studiosi di tutto l'Altopiano e non solo. Ulteriori informazioni direttamente sul sito della Biblioteca. Di seguito alcuni dettagli dei programmi estivi e le immagini dei principali eventi che hanno richiamato a Cesuna diversi appassionati della storia e della letteratura del 1915-18 ed i cultori della musica classica grazie ai "mercoledì della musica". di Luigi Canteri Le attività sono state coordinate con quelle del vicino Cinema Teatro "A. Palladio" nel quale sono proiettati i più noti film e documentari della Grande Guerra. Di seguito il dettaglio dei programmi estivi:

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PROGRAMMI ESTATE 2018

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Il Trentino meridionale fu una delle zone più contese del fronte italiano-austriaco durante la Prima guerra mondiale. A un secolo di distanza, le aspre tracce dei combattimenti segnano ancora il paesaggio, echeggiando il dramma del passato nel silenzio della natura. Ispirandosi a diari e memorie di combattenti italiani e austro-ungarici, Andrea Contrini ha intrapreso un viaggio alla scoperta di quel tratto di fronte, mostrando attraverso la fotografia come lo scorrere del tempo ha trasformato i campi di battaglia in luoghi di pace. Echi nel silenzio è il risultato di una ricerca personale che crea un ponte tra memoria storica e paesaggio attuale, sviluppando così una prospettiva nuova nell’ambito del Centenario della Grande Guerra. Il progetto editoriale propone duecento fotografie a colori, suddivise in capitoli con ordine geografico: dagli ambienti mediterranei del Lago di Garda fino alle quote d’alta montagna del Pasubio dove si combatté la cosiddetta “Guerra bianca”, passando per il massiccio del Baldo, la Val di Gresta, la Vallagarina, la Vallarsa, il Monte Zugna e le Piccole Dolomiti. Le immagini e le relative didascalie sono accompagnate da una mappa dell’area, fotografie dell’Archivio del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e diverse memorie tratte da diari e lettere dell’epoca completano il contesto storico-geografico. I testi sono in italiano e inglese. Andrea Contrini è nato a Rovereto nel 1982, ha dedicato numerosi progetti fotografici all’esplorazione del territorio e alla sua storia attraverso i quali, spaziando dall’architettura al paesaggio, le tracce del passato riaffiorano nel presente. E' autore anche de "I Guardiani del Silenzio" (2015), volume sulle fortezze di montagna tra Trentino (Folgaria, Lavarone e Luserna) e Veneto (Altopiano di Asiago). Collabora con National Geographic Italia che ha pubblicato i lavori "La Quiete dopo la Battaglia" (2016), reportage sui campi di Verdun e della Somme, "Echi nel Silenzio" (2017) e "Nel vento di Normandia" (2018), progetto di fotografia infrarosso sulle spiagge del D-Day. Nell'aprile 2018 ha ricevuto la Menzione Speciale Trentino del Premio ITAS per il libro "Echi nel Silenzio". Collabora con l'associazione del museo "In Flanders Fields" di Ypres (Belgio) con la quale sta sviluppando un progetto dedicato ai paesaggi della Grande Guerra sul Fronte Occidentale. Ha all'attivo diverse esposizioni fotografiche e attualmente sono visitabili le mostre "I Guardiani del Silenzio" a Passo Coe presso il Parco Museo e "Echi nel Silenzio" a Nago presso il Forte Superiore.

Se il punto di vista con il quale preferiamo ripercorrere i temi della Grande Guerra è sovente quello di una lettura “dal basso”, riscoprendo le drammatiche testimonianze di un secolo fa che accomunarono nella tragedia uomini semplici o letterati dell’epoca, è pur vero che a tale visione esiste un’eccezione. È quella espressa dal fotografo aeronautico Luigino Caliaro, che in tante occasioni ha portato anche nei convegni della nostra associazione un contributo scientifico e tecnico di assoluto livello grazie al quale, chi era uso frequentare immagini della Grande Guerra esclusivamente scattate da terra, ha potuto cambiare completamente prospettiva. Le fotografie aeree di un secolo fa presentate in varie occasioni, provenienti dalle aviazioni di Italia, Francia e soprattutto Gran Bretagna, hanno infatti consentito anche a studiosi esperti di valutare con un’ottica particolare eventi sinora rappresentati esclusivamente dal terra. Ma per concludere questi anni di impegno nel Centenario della Grande Guerra, sempre interpretato con la sua particolare visione “dall’alto”, Luigino Caliaro ha voluto stavolta coniugare il significato delle immagini aeree di un secolo fa, e relative all’Altopiano di Asiago, al Pasubio e al Monte Grappa, rileggendole nelle parole dei soldati che rimanevano sul campo di battaglia, uomini semplici o intellettuali che fossero. E per questo non poteva trovare coautore migliore di Andrea Vollman, che parallelamente e spesso nelle stesse occasioni, abbiamo avuto il grande piacere di ascoltare qui a Cesuna nei suoi percorsi letterari sulla Grande Guerra. Grazie ai suoi indimenticabili interventi abbiamo potuto ripercorrere le vicende umane di poeti e scrittori impegnati al fronte, da Vera Brittain a Giani Stuparich, da Paolo Monelli a Emilio Lussu, da Montale a D'Annunzio e tanti altri ancora. Così questo libro, unico nel suo genere, unisce immagini scattate da alta quota un secolo fra grazie alla migliore tecnologia dell’epoca con i sentimenti più profondi di quanti, piccoli puntini indifesi sul grande campo di battaglia, vivevano la guerra sul terreno. Il volume, che dopo tante loro pubblicazioni credo coroni un sogno di entrambi gli autori, non poteva che concludersi con un richiamo al titolo dell’ultimo film del Maestro Ermanno Olmi “Torneranno i prati”. Ma non solo con una doverosa dedica, bensì ancora una volta con una serie di immagini mozzafiato stavolta scattate ai giorni nostri dal deltaplano di Fabio Ambrosini Bes e grazie alle quali il territorio dell’Altopiano ci rivela ancora sotto il cielo, al di là del secolo trascorso e delle stagioni della natura, gli innumerevoli segni di quella grande tragedia.

PROGRAMMI ESTATE 2017

ESTATE 2017 - I GIOVEDI' DELLA BIBLIOTECA

Fra le molteplici iniziative culturali sulla Grande Guerra organizzate dalla Biblioteca “Mario Rigoni Stern” di Cesuna e coordinate da Gianfranco Valente, non è raro trovare alcuni eventi i quali, per l’esclusività dei contenuti rappresentati dagli autori, costituiscono un’occasione a dir poco unica di approfondimento dedicata agli appassionati degli aspetti storico-letterari della Grande Guerra e non solo. Ne è stato un significativo esempio la serata tenutasi il 3 agosto con l’introduzione del Prof. Andrea Vollman e durante la quale è stato presentato il libro ”Poulot in Italia”, una traduzione degli scritti di Louis Lefebvre, ufficiale francese impegnato sul fronte italiano nel 1917-18. Questo piccolo e toccante volume curato da Graziano Rubbo, non solo si inserisce perfettamente nella serie di opere già pubblicate da Andrea Vollman relativamente alle vicende storico-militari dei reparti Alleati in Altopiano ma, se possibile, apre una prospettiva, soprattutto interiore, a dir poco sorprendente. Lefebvre riporta infatti l’esperienza vissuta allora in Italia da un semplice soldato contadino francese, uno tra i milioni di semplici Fanti che come lui combatterono la Grande Guerra. La sua disarmante semplicità nel raccontarci, sempre con gli umili ma attenti occhi di lui, la sorpresa per tanti aspetti della terra d’Italia, dal lungo viaggio in treno per giungervi sino alle straordinarie bellezze dell’Altopiano, ci rende una visuale del tutto particolare. Quella di uno “straniero” nel quale la sagace diffidenza lascia prima il posto a una sincera curiosità divenuta poi un vero e proprio amore per questo paese così diverso ma per certi versi tanto simile alla sua lontana campagna. Resta sorpreso dalle prime teleferiche così come dall’incontro con le semplici lucciole, che non aveva mai visto in vita sua. E quella città di Venezia, scintillante laggiù sull’orizzonte, che tutti dicono di vedere ma che lui non è mai riuscito a trovarsi nelle condizioni di scorgere.

In questo libro di guerra gli orribili particolari delle vicende belliche restano sullo sfondo, apparentemente sfuocati, per quanto sempre dolorosamente presenti all’autore in grado di sconvolgerne sempre più profondamente l’animo, come del resto accadde a tutti i soldati di allora. Così l’amore per la terra e la malinconia degli affetti lasciano il posto allo struggente ricordo dei compagni perduti e allo strazio dei loro ultimi istanti di vita mentre il breve “diario” che lo porta da Verona all’Altopiano, da Roma al Piave, si trasfigura nella “via crucis” di tutti i soldati e di tutti i campi di battaglia, in Italia come in Francia, dove il fante incontra le sue tragiche “stazioni”. La partenza, la marcia, il combattimento, le ferite e infine la morte;  qui i pensieri più alti dell’autore vengono infine inevitabilmente sopraffatti dal ricordo dei combattimenti con i loro dettagli angoscianti. Sino alla fine di un ragazzo contadino, la cui giovane vita si è spenta così senza nemmeno il ricordo di antichi amori, assistita solo dalla madre terra alla quale si aggrappa per l’ultima volta con le mani: “Allora nei suoi occhi fissi cade una grande luce e lo abbaglia: una grande luce calda lo penetra, lo alleggerisce e lo libera. La grande luce del suo sole che un tempo riscaldava la sua terra. Ora lei entra in lui. Le sue dita la raschiano, la toccano, immobili. La terra: la terra, tutto quello che ha amato. E muore nella gloria, lui, soldato sconosciuto. Ma non è nella gloria umana, è in una gloria più pura, in una gloria più grande, di tutta la gloria umana”.

Parole semplici ma molto toccanti, la cui lettura ci porta a quella dimensione universale del sacrificio in grado di unire i cuori al di là delle lingue e delle bandiere. Pagine davvero intense, ripercorse nella caratteristica saletta degli incontri della Biblioteca di Cesuna da Anne Marie e Manuela, la prima lettrice in lingua francese e la seconda in italiano, in un’atmosfera del tutto particolare che si conclude con uno degli ultimi pensieri dell’autore per il nostro paese: “Dolce terra d’Italia, troppo bella e fatta per l’amore, questo sangue versato, questo terribile orrore, no, non è per te. La tua luce lo leva da te e te ne libera. Tu sii felice, sii bella; e sii dolce agli amanti...”. E i relatori hanno giustamente voluto lasciare alla curiosità del lettore l’ultimo breve capitolo, assai particolare, scritto come un copione teatrale, dove l’ardore di un indomito vecchio soldato francese, ormai malato e disteso vicino al focolare, proprio come forse si immaginava dopo la Grande Guerra il sopravvissuto Lefebvre, vincerà una sua ultima e particolarissima “battaglia”.

 Un momento della serata ritratto in una fotografia di Mosé Pegoraro (al centro Graziano Rubbo)

Un momento della serata ritratto in una fotografia di Mosé Pegoraro (al centro Graziano Rubbo)

Louis Lefebvre, POULOT IN ITALIA, 1917-1918

a cura di Graziano Rubbo

Altromondo Editore ISBN 9788899658403

 

 

 

 


Il 31 luglio 2017 l’Archivio Storico Dal Molin di Bassano del Grappa – partner della nostra A.S.C. Fronte Sud Altopiano Sette Comuni, con Ruggero Dal Molin e Stefano Aluisini ha visitato insieme al Presidente Luciano Valente le nuove installazioni della Biblioteca “Mario Rigoni Stern” di Cesuna, coordinata da Gianfranco Valente, e recentemente trasferite grazie al supporto di Mosé Pegoraro, Gianni Baldi e Gianfranco Belgi. Qui si trovano anche la sezione dedicata alla Grande Guerra curata da Petronio Draghicchio e i sistemi audiovisivi seguiti da Luigi Canteri (foto di Sergio Giacomelli – Borgo Valsugana).


INAUGURAZIONE SEZIONE DEDICATA alla "grande guerra" DELLA BIBLIOTECA “MARIO RIGONI STERN” DI CESUNA (VI)

Il ricordo di una bellissima giornata in Altopiano con l’inaugurazione presso la Biblioteca “Mario Rigoni Stern” di Cesuna della sezione dedicata alle Guerre ed in particolare al primo conflitto mondiale che aggiunge ulteriori libri alle migliaia di testi già presenti assumendo le caratteristiche di un vero e proprio centro documentazione. Una notevole opera di recupero, riorganizzazione e catalogazione per volumi, supporti audiovisivi e immagini storiche coordinata da Gianfranco Valente e portata a termine dal gruppo di numerosi volontari tra i quali Luciano, Petronio, Gianni, Gianfranco B., Luigi, Mosé, Loredana e Nilla con il supporto dello staff tecnico della Associazione Storico Culturale Fronte Sud Altopiano Sette Comuni che segue direttamente questo progetto di altissimo valore culturale per il recupero e la conservazione della Memoria della Grande Guerra nel suo Centenario.

Dopo l’introduzione di Gianfranco Valente la nascita del progetto e la sua realizzazione sono stati ricordati da Loredana al cui intervento sono seguiti quelli delle autorità del Comune di Roana e della Comunità Montana. Presente in sala anche l'Assessore alla Cultura del Comune di Asiago Dott.ssa Chiara Stefani. Particolarmente sentite poi le parole dedicate all’iniziativa dalla sorella e dal figlio di Mario Rigoni Stern che con la loro presenza hanno onorato insieme ai numerosi presenti il ricordo del grande scrittore altopianese. L’incontro si è concluso con una breve visita alla sezione dedicata della biblioteca e con un buffet predisposto nella sala proiezioni dagli allievi dell’Istituto Professionale Alberghiero di Asiago.