" ... me ne vado lietamente, tenendo a braccetto i monti da una parte e la guerra dall'altra" (Gianni Pieropan)

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L’Altopiano ritrovato: dentro la memoria della Grande Guerra

Esistono al mondo oasi di pace nelle quali il tempo sembra essersi fermato rimanendo in sospeso come dentro una bolla di vetro. Come a Cesuna sull’Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni dove si può rileggere dopo cent’anni la storia della Grande Guerra in una teca naturale limpidissima di boschi e montagne. Qui ad esempio fra i Monti Zovetto e Lemerle il 15 e 16 giugno 1916 la Brigata Liguria arrestò sotto il bombardamento e al prezzo di 3.000 Caduti una delle punte più avanzate della “Strafexpedition” Austroungarica. Oggi i vicini cimiteri militari di Magnaboschi, di Granezza e del Boscon ci parlano di un’Italia e un’Europa migliori dove centinaia di soldati austriaci, italiani, inglesi, scozzesi e francesi hanno riposato fianco a fianco. Quegli stessi giovani che un secolo fa combatterono strenuamente anche sui vicini Cimone, Cengio, Zebio, Ortigara e Grappa. Tutti monti che coronano questo verde Altopiano e conservano indelebili i segni delle battaglie. Sono i loro sentieri oggi silenziosi e quelle trincee così contese che invitano oggi da tutta l’Europa a tornare, per riscoprire dopo un secolo quella memoria e con lei anche voi stessi. Perchè come scrisse Gianni Pieropan proprio queste montagne, "testimonianza e simbolo d'ogni umana sofferenza, ci ricordano quanto ardua sia la conquista della pace".

 

The Plateau rediscovered: inside the memory of the Great War

There are oases of peace in the world where time seems to have stopped, as if trapped in a bubble of glass. This happens in Cesuna, on the Plateau of Asiago and of the Seven Villages (in Italian Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni), where anyone can read after one century the history of the Great War in a natural clear case of woods and mounts. Here, for example, between Mount Zovetto and Mount Lemerle on the 15th and 16th June 1916 the Liguria Brigade stopped under an heavy fire one spearhead of the Austro-Hungarian Strafexpedition, loosing 3000 soldiers. Today the military graveyards of Magnaboschi, of Granezza and of Boscon remind us of a better Italy and of a better Europe, where hundreds of Austro-Hungarian, Italian, British, Scottish and French soldiers can rest in peace side by side. One century ago those young men fought bravely also on the neighboring Mt. Cimone, Mt. Cengio, Mt. Zebio, Mt. Ortigara and Mt. Grappa. All these mounts encircle the green Plateau and show the ever-lasting marks of the battles. Their paths, now quiet, and their trenches, once so hard-fought, invite all Europe to come back here, in order to rediscover, after one century, the Great War's memory and, together with it, also a deeper understanding of yourselves. As a matter of fact, as Gianni Pieropan wrote, these mountains, token and symbol of every human suffering, remind us of how hard  the peace's conquest is.

 

Die wiedergefundene Hochebene: Innerhalb der Erinnerung des Ersten Weltkriegs

Auf der Welt gibt es Friedensoasen, wo die Zeit gehalten scheint, als ob sie in einer Glasblase eingeklemmt worden wäre. Dies passiert in Cesuna, auf der Hochebene von Asiago und von den Sieben Gemeinden (auf italienisch Altopiano di Asiago e dei Sette Comuni), wo jeder die Weltkriegsgeschichte ein Jahrhundert später in einem natürlichen, klaren, an Wäldern und Bergen reichen Schrein lesen kann. Zum Beispiel hielt die Liguria Brigade, die 3000 Soldaten verlor, hier eine führende Vorhut der Österreich-Ungarischen Strafexpedition unter hartem Beschuss zwischen dem 15. und 16. Juni 1916 auf den Bergen Zovetto und Lemerle an. Heute zeigen die nahen Kriegsfriedhöfen von Magnaboschi, Granezza und Boscon ein besseres Italien und ein besseres Europa, wo Hunderten von Österreichischen, Italienischen, Englischen, Schottischen und Französischen Soldaten von damals nebeneinander ruhen. Diese Jungen kämpften mutig vor einem Jahrhundert auch auf den nähen Bergen Cimone, Cengio, Zebio, Ortigara und Grappa, die die grüne Hochebene umschließen und die unauslöschlichen Merkmale der Schlachten zeigen. Die stillen Pfade und die damals so abgekämpften Schützengraben laden heute aus allem Europa die Menschen ein, damit sie die Kriegserinnerung nach einem Jahrhundert wiederfinden und sich selbst besser kennen lernen. Denn diese Bergen, wie Gianni Pieropan sagte, sind Zeugnisse und Symbole von jedem menschlichen Leid, erinnern uns an die Schwierigkeit dazu, den Frieden zu erreichen.

 

Di fianco alla strada

quasi nascosto dal bosco

apposta per non farsi vedere

perchè ancora geloso e pudico

com’è solo l’amor della madre

inciso nella pietra di allora

“deine mutter” ti parla ancora

o figlio straniero qui morto

tra fratelli di ora e di sempre

che ti furon nemici

solo nell’attimo supremo

dell’incontro con Dio

(Osvaldo Ferrari)

Lapide in memoria di Franz Strait, Tenente dell'I.R.24° Reggimento di Fanteria A.U. Caduto il 16.06.1918, posta dalla sua famiglia vicino al luogo della morte e poi trasferita alla Chiesa di Cesuna (impreziosita da una poesia di Osvaldo Ferrari)

Lapide in memoria di Franz Strait, Tenente dell'I.R.24° Reggimento di Fanteria A.U. Caduto il 16.06.1918, posta dalla sua famiglia vicino al luogo della morte e poi trasferita alla Chiesa di Cesuna (impreziosita da una poesia di Osvaldo Ferrari)